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PRIME TAPPE DI COPPA ITALIA 2015

Allora, credo di aver perso quasi ogni briciolo di serietà da molto tempo, indi per cui trovandomi a scrivere riguardo gli eventi di questo weekend di gare di Coppa Italia, propongo un reportage diverso dal solito, sotto forma di ''pagellone'' e decisamente molto meno formale, con cui rivivere le principali gesta dei nostri eroi dentro e fuori il campo gara evitandomi così l'arduo compito di dover cercare formule eleganti con cui riportare i risultati o sinonimi per 'piazzamento' ecc..

Premettendo che l'andamento generale è stato più che positivo in tutte le categorie e che comunque, a livello di tempi, gli ultimi posti sono parecchio distanti, purtroppo non posso citare tutti con i loro meriti per questioni pratiche, forse un po' di pigrizia e per pietà di quella povera bestia che dovrebbe ricopiare tutto...

LOCATION, 9: Il centro storico di Belluno sabato e l'alti(poco)piano del Nevegal -zona di Quantin- domenica hanno ospitato le prime due tappe della Coppa Italia 2015, offrendo agli orientisti presenti gare di livello e carte impegnative. Ottimi i tracciati sia di sabato- molte scelte di percorso e trabocchetti che richiedevano sempre una lettura fine e attenta della mappa- sia di domenica, con tratte varie in cui la fisicità e la tecnica di ogni atleta era sempre messa alla prova.

ALICE SELEM, 10: Di sicuro la nota più lieta dei due giorni. Seconda sabato nella sprint sebbene con una gara non perfetta, si riprende anche domenica lo stesso posto sul podio dopo essere stata a lungo al comando della classifica sfoderando una prestazione maiuscola, forse per la fretta dettata dalla voglia di fiondarsi sul pranzo della cresima del cugino.

CLELIA FILESI, 8: 2° fino alla penultima lanterna, un momento di distrazione la fa scivolare al 5° posto sabato, ma comunque si dimostra ancora una volta estremamente competitiva per l'alta classifica delle gare sprint dopo i podi di Brescia e Castelvetro. Manca purtroppo alla prova in bosco di domenica per la partecipazione alla comunione della sorella, ma più un ''amen'' ci viene un ''peccato''...

ROCCO FRANCESCHINI, 7,5: Il fratello di sua sorella, pur senza effettiva minaccia della piastra per capelli, ottiene un ottimo 13° posto nella gara di Quantin, mentre ancora qualche errore di troppo nella sprint sebbene conclusa a metà classifica.

FEDERICA ANEDDA, 9,5: Al nostro presidente avrei dovuto dare 10, non solo perché sarebbe giusto così a prescindere ma anche per la vittoria nella long di domenica. Incide l'aver scelto la WA piuttosto che la WE in un evento con la rai lì nascosta e la possibilità di vedere il proprio nome in sovrimpressione nella targhetta dedicata agli atleti forti.

EMY MICHELIN, 9: Colei con il cognome del sosia di Big Hero 6 dimostra ancora una volta costanza di rendimento sia in città (9° a Belluno in W20) sia in bosco nonostante la notevole complicazione della novità del 15.000 (6° a Quantin in W18), oltre che cattiveria agli sprint finali come predicato nelle sacre scritture.

FERRANTE GAIA, BERNARDI MAYA & EMILY, TERREN ALESSIA, 8, d'incoraggiamento: Non è mai facile per chi comincia a praticare il nostro sport abbandonare i segni della civiltà per addentrarsi in bosco per le prime volte da soli, esperienze che ancora i più esperti ricordano. Indipendentemente da tempi, classifiche e normali errori più o meno importanti, il fatto di aver portato a termine questa sfida renderà più forti non solo sportivamente parlando ma anche caratterialmente.

PATRIZIA BORDIN & MORENA MARIOTTO, 9: Prova di grande tenacia e determinazione soprattutto nel bosco di domenica che permette loro di guadagnarsi una posizione sul podio, rispettivamente 3° in W55 e 2° in W60. Fantastico vederle arrivare allo sprint finale, incuranti delle gambe restie a proseguire e desiderose di piantarsi a terra a mettere radici, esemplarmente danno l'anima fino all'ultimo centimetro.

COACH GIANNI, 8,5: Il voto lo meriterebbe già solo per il fatto di essersi volontariamente alzato dal letto la domenica mattina per dirigersi ad una gara sulla carta eterna e dalla quale forse poteva non tornare, il buon tempo finale ottenuto e le ossa ancora intere lo confermano. Da lodare anche il lavoro e la preparazione fatta per la squadra giovanile mirata a queste gare, grazie.

LUCA ROSATO, 8: Beh, si sa, la tecnica è quella da terzino di paese e il cervello preso scontato su Mediashopping, ma nonostante ciò ottiene un piazzamento discreto nella sprint di sabato mentre è costretto a snocciolare i santi di aprile a causa di una ferita di guerra che gonfia la caviglia più di un rimborso spese prima dell'ultimo chilometro della loooong di domenica, che comunque non gli impedisce di terminare la prova.

Spero comunque che dopo aver parlato di sé in terza persona e firmato quest'articolo di non trovarvi fuori casa coi forconi.

Rosato



Pubblicato il 14 aprile 2015 da Emy
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